Fine Covid. Cronache dal Corona virus. 14.

Oggi ho pensato a una delle conseguenze in fondo meno gravi di questa anomala, lunga fase di didattica a distanza.

Ho pensato a quando, a maggio, le lezioni in presenza, tra fragranza d’ascelle e inevitabile stanchezza da sforzo prolungato, ancorché ai nostri occhi ingiustificato, evocavano nei nostri alunni con urla laceranti le sospirate vacanze.

Ora, al massimo, ci sarà un laconico “ragazzi, oggi, se il calendario non ci inganna, siamo arrivati all’ultima videoconferenza… ciao, ciao, ci vediamo fra tre mesi, non so ancora come…”

Triste.

Così mi sono stufato di parlare di pandemia.

Voglio pensare che a quello che il mondo era prima ci si possa tornare e pure presto, e benché anch’io abbia fatto la mia parte, perché davvero in quei giorni mi sentivo protagonista di qualcosa di personale che forse non proverò più, ora basta. Basta, perché è come se con l’inizio della fase 2 quelle emozioni abbiano perso il loro valore originario. E poi non c’è più ironia, forse è colpa del Covid stesso, si legge di molta gente che s’offende ancora se si mette in dubbio l’incontrastata forza del virus, quasi fosse una loro questione personale. E così ho pensato di cosa potrei parlare, e mi è venuto in mente il fatto che oggi non ho potuto vedere le Frecce tricolori perché avevo una videointerrogazione che non potevo rimandare, e non potevo rimandarla perché, nonostante fuori brillasse il sole, la gente fosse quasi tutta senza mascherina e i ristoranti continuassero ad aprire i loro spazi, noi eravamo ancora tutti legati agli orari improrogabili della Didattica a distanza.

Dunque? E’ proprio impossibile riuscire a non parlare di questa pandemia e delle sue conseguenze? E così mi viene un dubbio, che forse per noi insegnanti la Pandemia non sia ancora finita, sino al 17 di giugno almeno, quando riceveremo uno alla volta i coraggiosi superstiti di questo disgraziato anno scolastico per la prova più importante della loro vita, l’esame di maturità. Ancora tre settimane, ma allora almeno voglio pensare che tutto tornerà come prima. Una volta per tutte.

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