Domani è un altro giorno.

Domani è un altro giorno, ultima fatica di Giampaolo Cassitta, uscita ai primi di marzo edita da Arkadia, proprio all’inizio della pandemia, è un’opera diversa di un autore, già narratore di trame gialle e del mistero italiano, ma anche scrittore sensibile e delicato, come già ampiamente dimostrato ne Gli ultimi sognano a colori, racconto della vita coraggiosa, intensa e a colori di padre Salvatore Morittu, colori che sono la chiave di tutto, che illuminano la vita, improvvisamente, quando la luce è un piccolo francescano che appare, provvidenzialmente, per tante persone ormai respinte dall’indifferenza, dalla malattia, dalla morte. Un libro profondo ma allo stesso tempo difficile da raccontare, quello, perché rappresentava la sintesi poetica di un’esistenza ricchissima di spunti e illuminazioni.
Domani è un altro giorno, è invece, ma solo apparentemente, una storia facile da narrare, perché intima e sincera come poche, nel suo essere una lettera diretta a una madre malata, privata dei suoi ricordi, e insieme un viaggio nella memoria che quei ricordi vuole aggiungere. Attorno alla melodia sentimentale della storia, lo scrittore sovrappone più piani, legati temporalmente e intimamente a essa, e ci regala tanti capitoli di una vita che non è solo sua ma di tutti noi. Dalla morte del papà, fortuita, all’assassinio di John Kennedy, ai film di Sergio Leone, letti tra una visita al cimitero e l’altra, in un rincorrersi tra le tombe mimando il biondo e il cattivo, al primo giorno di scuola, che quelli della nostra generazione ricordano tutti con un senso di dovuta sacralità. Fino al momento che sublima ogni storia, anche quella triste e malinconica di una piccola famiglia privata del padre… un attimo, apparentemente insignificante, che però dà una svolta, che permette di vivere egualmente, anche con l’assenza serrata gelosamente nel cuore. E allora sparisce il lutto esibito, si prende gusto alle cose, si esulta per una Cinquecento che una Ferrari proprio non è, ma è tutta tua, è la voglia di uscire, finalmente, da un tunnel.
La compiuta definizione di quel viaggio, non più orfano del capofamiglia, ha un crescendo ritmato dagli eventi, alcuni epici, altri privati, ma sempre disegnati dall’ostinata memoria della madre, e ora che lei convive con un morbo che “ha cominciato a pasticciare le date, confondere i nomi”, l’autore sente il bisogno di scandirli e ripeterli, quasi in una sorta di amorevole risarcimento rivolto a lei, la fonte di tutto.
Domani è un altro giorno è un inno di speranza nella vita, capace di cancellare ogni male dal cuore dei suoi attori. Da leggere e condividere, senza remore, perché, con questo libro, Cassitta si conferma scrittore a tutto tondo, capace di provocare legittimi interrogativi ma anche di commuovere sinceramente fin nella nostra più profonda intimità.

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