L’intima espiazione di un vero scrittore.

Espiazioni collettive, terzo romanzo di Ilario Carta, dopo I giardini di Leverkusen e Lo scorpione nello stomaco, tutti editi da Arkadia, è un giallo antropologico, come lui stesso lo ha definito.
Protagonista è Marco Migali, un giovane ricercatore sardo che lavora a Roma e che s’imbatte nei frammenti di cronaca di un processo tenutosi negli anni Venti in Sardegna, a seguito di un plurimo, efferato omicidio avvenuto in un piccolo paese dell’Ogliastra, e sul quale il Regime aveva subito fatto calare la sua coltre di silenzio.
Raggiunta l’Isola, per approfondire i suoi studi, Marco trova il padre in fin di vita e tocca con mano gli effetti di una tragedia mai assimilata, anzi quasi ignorata, dagli abitanti del paese, sepolta nel tempo per una sorta di processo di rimozione collettiva rispetto all’atrocità di una violenza così efferata.
Il viaggio, il rapporto padre-figlio, sono due temi forti nei romanzi di Carta.
Essi si sublimano nel suo esordio, I giardini di Leverkusen, fortunato best seller edito cinque anni fa e insignito del prestigioso Premio letterario Osilo.
Antero ha 15 anni quando intraprende il viaggio che lo porterà verso il padre, emigrato in Germania, per sostenere la famiglia. Dopo un interminabile viaggio, prima in nave, poi in treno, arriva in quella che era per lui una Germania senza confini, un paradiso decantato volutamente nelle lettere del padre. A Leverkusen, però, Antero scopre la realtà del mondo ghettizzato degli emigrati, e l’amara esistenza del lavoro in fabbrica, fatto di fatica e di subordinazioni. E si ribella. Si ribella al caporeparto autoritario, ma anche al padre, a cui non perdona la privazione dell’affetto e, assieme, l’arrendevolezza al destino.
Anche in quest’ultimo romanzo, l’autore costruisce una fitta trama di sentimenti, animata da personaggi lirici, come il ribelle Lenin, che fornirà a Marco la chiave di lettura di una vicenda per altri versi amara e ingiusta.
E nel finale compirà il percorso della sua personale espiazione.
Un romanzo, un autore profondo e universale, nella sensibilità con cui tratta temi che in fondo toccano tutti.
E che merita, alla sua terza fatica, un’attenta lettura.

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