Come una barca sul cemento.

Mai cercare di resuscitare dal passato storie sentimentali ormai sepolte, soprattutto se queste storie all’epoca non sono mai state veramente tali.
Potrebbe essere questo il sottotitolo da apporre al decimo romanzo di Roberto Saporito, edito da Arkadia nella collana Sidekar nel novembre dello scorso anno.
Cosa succede quando vuoi dare a tutti i costi una risposta al passato, sembra chiedersi l’autore? Recuperare un lontano amore adolescenziale, sopito dal rimpianto, con un blitz stile Facebook? Se sei fortunato, che quella ragazza ormai cresciuta, praticamente cinquantenne, ti risponda, al massimo ti inviti a uscire, forse addirittura a far l’amore, come volevi tu. Ma dopo? È possibile che trent’anni possano essere trascorsi senza cambiare le cose, anzi, addirittura rimettendo a posto tutte le tessere dei desideri più profondi e inespressi?

La risposta è tutta nelle pieghe di quest’agile e incalzante storia, in cui un professore universitario, costretto alle dimissioni da uno scandalo di natura sessuale e tormentato da un’infanzia precaria, cerca di dare un senso al fallimento della sua vita presente tentando di recuperare gli amori inespressi del passato. Così contatta le ex ragazze con cui, per un motivo o per l’altro, non era mai riuscito a contraccambiare una simpatia che da parte loro era parsa evidente. Ci va a letto, entra nella loro nuova vita, finché non incontra gli ostacoli che il tempo ha frapposto alla sua infantile ansia di giovinezza.

Saporito crea una trama mozzafiato che non permette di staccarsi più dalla sua scrittura elegante, esperta, a tratti divertente, quasi ironica, e dove il lettore rimane invischiato, insieme al protagonista, in una trappola dai contorni nemmeno lontanamente immaginabili. Un romanzo, un perfetto noir sul tempo, in cui “il nostro vero io è unicamente un io variabile, che cambia con le stagioni della vita, di chi ci sta accanto e di chi ci ha abbandonato negli anni che passano inesorabili e sempre più velocemente…” Il libro è ricco di citazioni musicali e letterarie, come se l’autore volesse mettere in mano al lettori gli strumenti per decifrare una storia che soltanto all’apparenza è semplice e scorrevole… sì, ragazzi, sembra dire Saporito, metto tanta carne al fuoco, ma in realtà attenti, perché i romanzi più interessanti sono quelli dei quali è difficile spiegare esattamente di cosa parlano. Roberto Saporito in questo è una garanzia. Anche quando la trama parte adagio, enigmatica, tu sai che è soltanto un trucco per abbassare le tue difese e risucchiarti nel vortice della sua inesauribile capacità di creare storie sempre diverse, mai scontate, tutte da decifrare.

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