Chiaroscuri. Cronache dal Corona virus. 9.

Dopo 48 giorni di reclusione domestica, a parte la Tv dei proclami, l’unico feedback (ecco un termine che ho imparato grazie alla Dad) che ho della società lì fuori, o lì dentro le proprie case è costituito da Fb e WhatsApp (Twitter non l’ho mai molto amata, mi pare roba da yes man). Mi sembra che la situazione sulla piattaforma più popolare non sia delle più rosee. Ci sono ancora gli ultimi samurai da tastiera che insistono sulle loro tesi, spesso giuste, contro il grigio autoritarismo del governo. Ci sono i professionisti del post che si divertono sempre, beati loro. Ci sono i leoni del #iorestoacasa, ma mostrano già un po’ la corda.Prima di cena in genere scambio la gran parte delle telefonate. “Come va, oggi?”, ho fatto ieri a un mio amico.”Sai che ho scoperto che dalla finestra del mio studio si vedono i monti di Capoterra?” Ecco. In genere questo è il tenore della vita sociale fuori dai social.Ieri, prima di andare a letto, mi è arrivato un messaggio su WhatsApp. “Cosa fai domani?””Salmone al forno, gli ho risposto.”E mi sono sentito realizzato.

Giorno 50. E improvvisamente mi sfiora il buon umore, la speranza. Sarà che il contagio è quasi a zero, sarà che tra dieci giorni potremo uscire, sarà che questa canzone è allegra, nonostante parli di un fratello morto.
La ministra Azzolina sembra pervasa anche lei di un’euforia leggera, quasi conviviale… si avvicina il gran finale e ogni giorno lei aggiusta il tiro… interrogazione tramite videochiamata, interrogazione in aula, ritorno della tesina. Sembrano gli effetti di un brindisi con tanto di bollicine, ma lei è fresca, simpatica, bella e le si può perdonare tutto. Sembra la terza sorella Guzzanti.
Gli studenti non perdonano. Loro saranno ricordati come i diplomati del 2020, e non amano più le novità. Mio figlio Giovanni, quando gli ho detto della tesina, mi ha guardato per qualche secondo, incredulo, ha salutato e si è buttato sotto la coltre rassicurante del piumone.
C’è tanta voglia di un veloce ritorno alla vita normale. Dieci giorni e via. Ci sentiremo tutti un po’ più cinesi. E intanto in viale Marconi ritornano i dinosauri.

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