Bergson e Luca.

uzay-autumn-time

 

Sono iniziati i colloqui dell’Esame di Stato.
Il capitolo più drammatico dell’intero corso di studi di questi ragazzi, il primo reale momento della verità in una vita che li aspetta dietro l’angolo senza più tutele da parte di nessuno.
Luca si presenta alle 8.00 in punto. È il primo dell’elenco, la sua lettera è stata estratta come prima. È teso ma concentrato. Emerge in lui la voglia di concludere un’avventura nella quale ha chiaramente mostrato una scarsa propensione alla disciplina. Oggi, il suo vantaggio è costituito dal fatto che la Commissione non lo conosce e lui sa farsi apprezzare, nel breve termine.
Per condurre felicemente in porto i colloqui è fondamentale l’atteggiamento. Sin da quando ci si siede davanti alla commissione, la cosa migliore da fare è evitare di mostrarsi arroganti o saccenti, ma è saggio pure non sembrare troppo intimiditi o talmente distratti da far trasparire che l’unico pensiero è quello di svuotare lo zaino da libri e appunti per riempirlo con telo da mare e infradito. Durante il colloquio bisogna evitare di creare un qualsivoglia distacco tra candidato e commissario, come l’esibizione di uno sguardo perso nel vuoto: testa alta e occhi puntati sui prof è la strategia migliore. Così è possibile capire se si sta generando interesse in loro o se è il caso di impegnarsi di più.
Queste cose Luca le sa, e comprende subito che sta facendo centro con quella sua intuizione sulla coscienza del tempo in Bergson. D’altronde, lui, il tempo, l’ha sempre interiorizzato… ingressi in ritardo, uscite continue e anticipate, vacanze personalizzate e doverose sospensioni.
Appena è fuori, già sospeso nella prospettiva incerta dell’università, ci guardiamo in faccia, noi che lo conosciamo bene, e non crediamo ai nostri occhi, assistendo all’entusiasmo degli esterni.
Brillante è stato brillante, certo, perché, poi, diciamocelo, quel che conta è l’oggi e oggi Luca non era Luca, anche se, a controllare i dati del documento trascritto… Luca Frau, nato a Quartu Sant’Elena il 29 giugno del 1998…
Forse aveva ragione Bergson… il tempo non è altro che uno stato qualitativo della coscienza in cui un momento è indissolubilmente legato al precedente e al successivo senza che vi sia soluzione di continuità… insomma, sono iniziati i colloqui dell’Esame di Stato e Luca ci ha fottuto…

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...