Invisibili. La LIM s’è freezata.

Schermata 2016-03-28 alle 12.05.23

 

“Accidenti!”, mi scappa mentre tento di riavviare in classe il programma del Registro elettronico che viene e va…

“Prof, dev’essersi freezato…”

“Eh?”

“Freezato… il sistema…”

Barcollo, metaforicamente, s’intende. Frisato… cerco di ricordare… frisare: lisciare sfiorando… eh, ma che c’entra?

“No, prof, freezato, piantato, ghiacciato, da freeze… freezer, prof!”

Non è possibile, non bastavano i neologismi tratti dalla lingua inglese, ora sono arrivati anche i calchi e io non me ne sono nemmeno accorto… per un attimo invidio la collega d’inglese e scuoto la testa…

“Ma che fa, prof? Pushi, pushi…”

Piego il capo, rassegnato.

Insomma, non basta la Lim, che è già un termine inglese, anzi addirittura un acronimo, al posto della lavagna, quella d’ardesia, che io, comunque, solo in tutto il piano continuo a usare… ora ci volevano gli anche anglicismi, anzi i calchi dall’inglese, anzi, ancora, le storpiature dai termini tecnici, dell’inglese, certo…

La lingua italiana è ormai attaccata su tutti fronti e la scuola non si esime, complice l’ingenua, colorata contaminazione linguistica mutuata dai ragazzi…

Eppure, c’è un’altra lingua, ben peggiore, che fa impallidire quella sincera dei miei alunni…

Ha addirittura un nome.

Si chiama anglo-pedagoghese.

Sfoggia impunemente termini come project-based learning, cooperative learning, peer teaching e peer tutoring, mentoring, learning by doing… Il learning by doing, per esempio… è l’imparare facendo di Maria Montessori, eppure abbiamo sentito il bisogno di importarlo dall’inglese, quasi si trattasse di un’idea del tutto nuova per la scuola, perché esotica.

Ecco, forse è questo il problema. Nell’arrogante escalation (… scusate!) ministeriale che va dalla politica delle tre I alla Buona scuola si è sentito il bisogno (sintomo evidente di debolezza) d’infarcire di parole una perenne riforma che manca invece di sostanza, e che via via distrugge quel poco di sostanza che ancora nella scuola c’è.

Così si aggiungono a imbarazzanti aberrazioni come peer teaching e peer tutoring, ulteriori orrori come peer review e peer observation. Workshop e panel. Il tutto per coadiuvare un’attività da sempre presente nella scuola, come quella del tirocinio.

E allora il pushare dei miei alunni mi pare addirittura commovente…

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