Libri. Conforme alla gloria, di Demetrio Paolin.

 

Oggi si conclude a Cagliari la Seconda Edizione del Festival della Letteratura di Viaggio, e così ho deciso di ripubblicare la recensione dell’opera da me presentata nel corso della precedente avventura… spero di farvi opera gradita.

Amburgo. La tranquilla routine di Rudolf Wollmer è sconvolta dalla morte del padre, ex SS, che nonostante i freddi rapporti intercorsi tra i due, gli lascia in eredità la casa di famiglia. Rudolf si precipita a disfarsi della casa e di ogni oggetto in essa contenuto, ma come per magia rimane stregato da un quadro di cui non conosceva l’esistenza e che gli sconvolgerà la vita.

Torino. Enea Fergnani è un ex prigioniero del campo di Mauthausen che, tornato nella sua città, sopravvive grazie alla sua straordinaria abilità nell’incidere tatuaggi visionari. Grazie a un amico comune, rifugiato argentino che gestisce un bar, conosce Ana, giovane ragazza segnata da una malattia giovanile e piombata in una spirale senza uscita, dominata dall’anoressia. Incuriosito da alcune opere d’arte di un’artista tedesca, Enea decide di sfruttare la sua abilità nei tatuaggi per creare un’opera d’arte vivente che ricordi l’Olocausto e usa il corpo di Ana per realizzarla. I disegni sulla sua pelle ricordano incredibilmente il quadro di Rudolf. L’esperienza ha conseguenze devastanti per entrambi.

Trieste. Risiera di San Sabba. Dopo una serie di opere che attirano l’attenzione della critica internazionale, Enea è nell’ex lager fascista per realizzare il suo capolavoro, una sorta di camera a gas che egli sperimenta su se stesso. Accanto a sé la sua fedele assistente, Ana. Attirato dal clamore, arriva in città Rudolf, deciso a intervistare l’ex deportato per risolvere finalmente il mistero dei disegni del quadro del padre. Trova Ana e scopre che è lei la donna tatuata con quei disegni. Le mostra la foto del quadro facendole indirettamente capire di essere stata l’oggetto del tentativo di redenzione di Enea…

I temi del libro sono diversi. Centrale è sicuramente il senso di colpa che proviene da una vicenda altamente tragica come quella dell’Olocausto e che riguarda tutti, vittime come Enea e carnefici, attraverso il filtro incolpevole dei propri discendenti, come Rudolf, ma anche chiunque venga a contatto con entrambi (la moglie e il figlio di Rudolf e Ana). L’Olocausto è come un fuoco che incendia tutto (lungo l’intreccio Paolin inserisce simbolicamente gli incendi del Duomo di Torino e della Thissenkrupp). Tema caro a Paolin, scrittore dichiaratamente cattolico, appare anche quello del corpo violato, in una prospettiva che rimanda al sacrificio di Cristo.

La narrazione è spesso neutra, il ritmo regolare, mentre il presente narrativo imprime al romanzo un’atmosfera plumbea che concorre all’immedesimazione del lettore.

L’opera, entrata nella dozzina dello Strega, è uno dei migliori romanzi usciti lo scorso anno e sicuramente uno dei più importanti per profondità di ispirazione e costruzione stilistica.

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