Libri. Robledo, di Daniele Zito.

 

Chi è Robledo? Perchè si è ritenuto necessario pubblicare i suoi quaderni? È, o meglio era un giornalista? Certo i suoi reportage hanno fatto molto scalpore, a volte sollevando polveroni ingiustificati. E allora l’immaginario curatore, che apre il libro con la sua dettagliata premessa, giustifica la sua scelta con un insopprimibile desiderio di obiettività. La parola al lettore.
Questo è l’inizio di un falso romanzo che racconta con un piglio tra l’erudito e il giornalistico le vicende di Michele Robledo, un giornalista, un uomo che ha sentito il bisogno di raccontare, a rischio della sua vita, una vicenda tanto assurda quanto inquietante.
Ghost worker. Ecco la parola magica. Un esercito di licenziati, tagliati, depressi che decidono, improvvisamente, di non partecipare ad alcuna mobilitazione e di opporre una loro silenziosa (e si sa quanto il silenzio sia assordante) ribellione. E Robledo intervista, analizza, registra tutti i loro casi.
E contemporaneamente la genesi della LPL… o meglio l’Organizzazione del Lavoro per il Lavoro…
LPL… Come nasce? Perchè?
Come nel caso di Fabio, senza lavoro ormai da tempo, che invitato da una vecchietta ad accompagnarla gentilmente a un banco dell’Ikea, s’improvvisa commesso e prova una gioia nuova nel servire la signora? E che quando il giorno dopo torna all’Ikea con una divisa improvvisata, nessuno lo caccia via e anzi tutti lo cercano per chiedergli i prezzi degli articoli più disparati?
Evidentemente sì, ma più si va avanti nell’analisi dei casi, più la motivazione diventa sempre meno importante… quella che conta è la gioia del lavoro per il lavoro, tutto il resto rimane in secondo piano…
Così, dalla comune, spontanea esperienza di questi esclusi della società nascono le prime cellule, e dalle cellule, attraverso la modalità del contagio, l’Organizzazione stessa…
Feroce satira della società odierna, questo romanzo-pamphlet capovolge le regole della realtà facendocele sembrare normali… “Il mondo è pieno di posti dove è possibile aggirarsi come spettri…”, dice Zito-Robledo.
Un libro che si divora piacevolmente, pur con la consapevolezza del sapore amaro della verità…
E chiudendolo si prova un dolore intenso, pari all’abilità dell’autore nel rendere normale un comportamento apparentemente insensato ma nobilitato dal fatto d’essere stato generato da una società pur essa ormai senza senso…

robledo-light

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