Libri. La vita, se altro si dice, di Massimiliano Timpano.

 

Napoli. 1837. Un gruppo di mariuoli intenzionati a muovere un intrigo che sottragga ogni bene al famoso Giacomo Leopardi, spinge il poeta a fuggire per mare verso lidi più sicuri… Parigi.
Mentre nella città campana imperversa la peste, Leopardi è vittima di incursioni corsare e aggressioni banditesche, sinchè è ospite di un rude marinaio e della sua splendida figlia mulatta, Josephine…
Tutto ciò mentre a Napoli si è fatto di tutto per farlo credere morto e le sue opere sono celebrate in eterno, il fedifrago Antonio Ranieri nasconde le sue opere e continua a complottare sulla memoria dell’ex amico…
Il tutto in una narrazione senza soluzioni di continuità, fluente, come la vita è, se altro di dice…
Una favola letteraria che involontariamente attinge a scelte di vita dandy e simboliste, quali la fuga di Rimbaud in Africa, e propone un’alternativa originale a un poeta troppo spesso sacrificato proprio nelle sue doti umane.
Massimiliano Timpano sfoggia uno stile limpido e allo stesso tempo ricercato, quasi ci sia un tentativo di identificazione tra l’autore e il suo personaggio, un periodare ellittico che dà al racconto un che di spedito, un refolo di vento che sospinge con più lena la vela dei sogni sempre possibili…

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