Libri. Gli ultimi sognano a colori, di Giampaolo Cassitta e Padre Salvatore Morittu.

 

Gianfranco parla di colori. Colori che sono la chiave di tutto. Colori che illuminano la vita. Improvvisamente, quando c’è la luce. E la luce è un piccolo francescano che appare per Gianfranco e per tanti altri quando ormai le altre braccia li respingono. Braccia mosse dall’indifferenza, dalla malattia, dalla morte. E in mezzo all’indifferenza, alla malattia, alla morte, c’è lui, il piccolo francescano, Salvatore Morittu, la luce pronta, improvvisamente, ad accogliere tutti e farli «partecipare con dignità al cammino della vita.»

È l’inizio di un bel libro, scritto da Giampaolo Cassitta insieme a Padre Salvatore Morittu, un libro difficile da raccontare perché rappresenta la sintesi poetica di un’esistenza ricchissima di spunti e illuminazioni.

Grazie alla brillante penna di Giampaolo Cassitta, riviviamo la storia del piccolo frate dalla prima infanzia, a contatto con la madre amorevole e protettiva, alla visita della tomba del Santo, di cui portava il nome, a Cagliari, nel santuario di Santa Rosalia, alla scuola dove la maestra socialista e pacifista inconsapevolmente lo porta a rafforzare la sua fede, fino al padre, colto pastore che lo obbliga a fare la sua scelta definitiva: pastore di pecore o pastore di anime.

È un racconto che affonda le basi nella storia, del nostro Paese, l’Italia, ma anche della Sardegna, pur se come non mai nella vita di questo piccolo grande uomo la Sardegna ci è parsa così vicina all’intero mondo.

Come pastore di anime, frate, francescano, Salvatore entra nel convento del suo paese, a cinquanta metri da casa sua, ancora pieno di dubbi, insieme ai repentini entusiasmi per figure eccezionali, come Padre Dario, suo primo mentore a Sassari, focoso e sincero sognatore che lo forma all’amore per la Libertà negli anni del Vietnam e dei grandi sogni americani, quelli veri.

Così, anche quando il racconto si fa più rigoroso, legato come è al cammino spirituale del giovane frate, il messaggio è uno: modestia ed entusiasmo; questi sono i carismi di un religioso dal carattere forte come Salvatore, sempre dalla parte dei deboli per sostenerli ad aver coraggio. Dubbi. Quasi la colonna sonora di un cammino accidentato, dal duro noviziato, all’ingresso nel convento di Pescia, passando per l’entusiasmo nei confronti della rivoluzione liturgica e culturale del Concilio, all’arrivo a Fiesole accanto allo studentato di Teologia.

Un cammino che lo spinge, alle soglie del ’68, a impegnarsi nella lettura di Sartre e Camus e all’ascolto di De André e della sua Buona novella, fino all’esposizione di posizioni liberamente antiimperialiste e allo scomodo ruolo di frate di sinistra.

Sogni, ribellioni, ma anche tanta speranza, particolarmente presente nelle citazioni dai Testi Sacri che gli autori affiancano al racconto. Come quando alla figura anomala di don Mazzi viene accostato il brano tratto dal Vangelo di Luca e imperniato sull’amore per i propri nemici, coincidente con il messaggio di Francesco, ma anche del Che e dei preti operai.

È ancora il ’69 e Salvatore viene assalito nuovamente dai dubbi. Nel ’70 gli viene offerta l’opportunità di completare gli studi al Biblico di Gerusalemme, e l’estate successiva l’esperienza in Libano e in Siria lo porta nel deserto di Palmira, dove la notte trascorsa in una capanna a contatto con il silenzio che avvicina a Dio lo conduce al superamento dei suoi tormenti.

È tanta la cura dei dettagli in questa prima parte del libro, che non si arriva di certo impreparati al resoconto della maturazione in Padre Salvatore dei carismi che lo hanno reso famoso: dalla vicinanza ai cosiddetti matti scartati dalle famiglie negli anni che svoltarono verso la legge Basaglia al definitivo approdo alla comunità S’Aspru a Siligo, e poi a Campu ‘e luas. È il padre Morittu che conosciamo e che però senza il racconto della preparazione paziente e travagliata a questa piccola rivoluzione non ci sarebbe mai stato.

E due parole si aggiungono nel finale, amore e progetto, insieme all’animazione gioiosa che rende piacevole il cammino: i successi con Paolo e Annibale, ma anche i fallimenti, la droga che cambia insieme all’AIDS che avanza e alla morte di Gianfranco, a chiudere un ciclo che come nella bella morte di Francesco apre gli occhi al Cielo.

Un libro scorrevole e appassionante, aiutato dalla prosa poetica di Giampaolo Cassitta, ma anche alto e ricco di spunti per studiare e imitare la vita unica di un piccolo grande uomo che ha camminato e cammina ancora insieme a noi, Salvatore Morittu.

Un libro necessario per tutti i lettori di ogni fede, perché innanzitutto ricco della fede più laica tra tutte: l’amore per la Vita.

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