Volkswagen Transporter T25.

Partiamo per Capoterra di prima mattina. Il mezzo è un Volkswagen T25 e non è un bolide. Usato per dieci anni nei villaggi tedeschi per accompagnare i bambini a scuola e portato da Chicco ventisette anni fa a Cagliari. Il motore, Chicco lo fa controllare ogni anno, ma i sedili sono senza cinture e il mal di schiena mi sta già  salendo impietoso.

I ragazzi ascoltano “Bello figo” e Angelo è infastidito dalle parolacce. Lui è preoccupato per le magliette che non bastano più perché la rosa dei giocatori si sta allargando giorno dopo giorno.

“Chi smette deve capire che deve restituirle perché noi possiamo passarle a che arriva dopo di lui!”

Faccio di sì con la testa. Ha ragione, ma il mio sguardo è allo stagno e ai fenicotteri  che corrono paralleli a noi. Come la vita di questi ragazzi che crescono felici.

La voce di Angelo mi sveglia dal torpore.

Chicco si è nuovamente perso e l’allenatore della squadra avversaria ci ha già chiamati due volte per sapere i motivi del nostro ritardo.

Ma cosa importa. Tanto sarà un’altra partita persa. Ora è molto più  divertente stare sul pulmino a parlare di parolacce e coerenza, Angelo…

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