Auguri, ovunque tu sia.

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Pochi minuti fa, sono andato a fare un giro in Piazza del Carmine, che è ormai a Cagliari la piazza dei migranti, e pur nel caos determinato dal mercatino di Natale ne ho individuati alcuni, forse meno fortunati o determinati, che si attardavano ancora su quelle fredde panchine a ravvivare i loro freddi cellulari di una vita comunque inutile, misera, anziché correre alla Caritas o al don Orione che in città fanno più di mille Ue… e mi è tornato alla mente Mustafa, che non vedo da quasi un anno, da quando è stato venduto il locale che ospitava il supermercato nel quale lui vendeva le sue cose… quando andavo a fare la spesa, ogni domenica, e dopo il solito giro al reparto ortofrutta, ai banchi dei latticini e degli insaccati, fino agli scaffali del pane e dei dolci, mi ricordavo che mia moglie mi aveva chiesto quei bastoncini che servono a profumare l’aria quando cucini il pesce o il cavolo. Ora, il mio pusher di bastoncini deodoranti era proprio Mustafa e lavorava proprio all’ingresso del supermercato, lato parcheggio auto, e così scendevo a piedi giù per il nastro trasportatore, con le borse colme appresso, controcorrente… Era forse per questo che lui non mi riconosceva subito e soltanto in un secondo momento, quando alzavo la voce, si scuoteva e si apriva in un sorriso festoso… “Vincenzo, è parecchio che non ti vedevo… non sei stato bene?”, e allora mi chiedevo chi altro mi avrebbe mai investito con una tale enfasi mista a sincero interesse dopo un’assenza tutto sommato breve… nessuno, e per un attimo provavo un senso di colpa per non essere più passato da lui… Mustafa… ora, che al supermercato abbandonato non c’è più nessuno e che non l’ho più visto in nessun altro punto vendita della catena, mi chiedo se quello non fosse l’unico, suo posto, naturale, d’incontro con i bianchi clienti, nonostante la  bellissima moglie e i vivaci bambini iscritti alle scuole della Piazza, e allora tornato a casa osservo il suo ultimo regalo prima di sparire, un libretto coloratissimo di ricette della sua terra, un segnalibro sulla pagina della ricetta del riso sul pesce… “E’ poco, amico mio, ma così ti ricordi di Mustafa anche quando non ci vediamo…“, mi aveva detto, prima di salutarmi calorosamente, prima di sparire definitivamente, e io non avevo saputo cosa rispondere… Così, ora, vorrei dirgli Auguri, Mustafa, ovunque tu sia… conserverò per sempre questo tuo coloratissimo libretto…

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