Bonnye e Clyde non vanno in pensione.

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Ipermercato Auchan. Santa Gilla. Apertura.

Un’umanità variegata si accalca lentamente, dalle 8.00 alle 8.30, davanti ai cancelli a fianco al banco dell’Accoglienza, prima che una voce suadente e impostata inviti tutti a farsi ingoiare dal magico mondo delle scatolette e del pollo arrosto, una folla gioiosa, composta soprattutto da pensionati, badanti, raramente coppie più giovani, ancor più raramente coppie d’anziani, tutti composti, a formare una fila che si snoda placida e ordinata davanti all’ingresso. Due anziani, sugli ottanta, o forse più, due buste vuote aperte tra le mani, di quelle buste verdi, capienti, che promettono una spesa seria, ragionata, e così mi metto a seguirli…

Non so perché lo faccio, forse mi sto annoiando a fare per l’ennesima volta la spesa la mattina o forse quei due anziani per un attimo mi ricordano mio padre.
Loro parlottano fittamente, a ogni bancone osservano i prezzi, afferrano i prodotti, a volte li infilano nelle buste, ma poi li rimettono sullo scaffale.
Sono pazzi, mi dico, ma poi continuo a seguirli…
Altro scaffale, altro conciliabolo, stesso gesto di rimettere il prodotto dentro la busta e poi di nuovo sul ripiano dello scaffale.
D’un tratto mi pare di capire e arrivato al reparto surgelati mi decido: mi avvicino, un po’ incerto, lo confesso, e sbandiero loro una banconota da dieci. “Prendete”, faccio, “e comprate qualcosa…”pk q
Lei, che è quella che comanda, lo capisco solo ora, si avvicina e mi dice, guardandomi fissamente negli occhi, “no, non dobbiamo comprare niente, abbiamo tutto quello che ci serve…”jûôt
Ci rimango male, lo confesso, e insisto, gli accenno alle loro pensioni sociali, alle ingiustizie del Governo, e il marito, allora, che mi sembrava quello più offuscato dagli anni, invece mi squadra, mi pianta due dita davanti al viso, e mi dice perentoriamente, quasi per allontanarmi: “L’ha capito, o no? Noi stiamo bene, abbiamo tutto quello che ci serve perché non abbiamo bisogno né di lei né del Capo del Governo!”
A quel punto me ne vado e mi chiedo cosa possa esserci di logico in quella frase… cazzo. Insomma, tutti abbiamo bisogno degli altri, a maggior ragione due anziani senza soldi a fine mese, dopo aver pagato affitto, luce, gas e acqua.
Vado alla cassa, ancora seccato, pago, e preso il resto mi giro per un attimo, perché ho sentito ridere rumorosamente.
Dietro di me, fuori dall’Ipermercato, ci sono i due anziani. Paiono soddisfatti. Lei tira fuori dalla tasca due pomodori e una testa d’aglio, lui dal giubbotto un ciuffo di prezzemolo e una confezione di pasta corta.
Ridono sempre di più, e paiono farlo di gusto.
Figli di puttana. Li osservo ancora, non visto, e mi paiono ringiovaniti di vent’anni.

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